di Roberta Zanutta – Kinesiologa

Lo stress è collegato alle ghiandole responsabili della produzione dell’adrenalina: le surrenali. Queste secernono un ormone che va a stimolare la produzione di glucosio, importante per fornire al corpo l’energia necessaria ai muscoli per eseguire un lavoro intenso. Questo è il motivo per cui siamo così “carichi” quando siamo sotto pressione. È comunque importante non abusarne.

L’uomo delle caverne conosceva benissimo questa sensazione. Di fronte al pericolo nel suo corpo si innescava il meccanismo “attacca o fuggi”: di fronte al leone i battiti cardiaci aumentavano, i vasi sanguigni si restringevano, i muscoli si contraevano e tutto questo avveniva grazie all’adrenalina. In queste situazioni non poteva permettersi di fermarsi a pensare, doveva agire e alla svelta. Ma parliamo di un tipo di uomo vissuto milioni di anni fa e che viveva la “pressione” forse un paio di volte nell’arco di un mese, quindi il suo corpo aveva tutto il tempo per riprendersi.

Cosa succede oggi? Il corpo dell’uomo delle caverne è così diverso dal corpo dell’uomo di città? Non molto…il corpo umano è rimasto pressoché uguale, fuori dalla porta di casa non c’è più il leone che ci aspetta in agguato eppure pare che gli stress siano aumentati notevolmente! Iniziamo dalla sveglia del mattino che ci rompe inevitabilmente “le scatole”, facciamo la colazione di corsa, dobbiamo portare i bambini a scuola in orario, troviamo un traffico infernale, litighiamo con i colleghi o peggio ancora con il capo ufficio, pranziamo di corsa con un panino, torniamo al lavoro, abbiamo a che fare con qualche cliente difficile e poi…finalmente a casa? Sì, con i bambini che devono fare i compiti e vogliono il tuo aiuto oppure desiderano giocare mentre la moglie o il marito ti racconta la sua giornata stressante… Esistono vari tipi di stress. Lo stress mentale è dovuto ai conflitti della persona stessa che blocca l’autostima e il libero fluire della vita quotidiana, quindi è importante cercare gli ambiti e le persone che ci portano a questo stress come la famiglia, il lavoro, gli amici, ecc. Lo stress chimico è dovuto all’aria e all’acqua inquinate, ai cibi, ai conservanti e coloranti, bibite gassate, ecc. Lo stress strutturale è dovuto a lavori molto pesanti, esercizi faticosi, operazioni chirurgiche, materassi non adatti, ecc. Lo stress energetico è dovuto ai monitor, ai televisori, ai cavi elettrici, agli elettrodomestici, ai cellulari, agli abiti sintetici, ecc. Lo stress ambientale invece è dovuto alle radiazioni, agli sbalzi termici, al rumore, al fumo, ecc. Tutti questi stress sono in grado di “minare” il corretto funzionamento del sistema endocrino, cioè l’insieme degli organi che formano determinate sostanze chimiche le quali vengono distribuite in tutto l’organismo.

Forse forse sarebbe meglio avere a che fare con il leone!! Da queste giornate stressanti, con il tempo, ne ricaviamo solo un bell’esaurimento delle ghiandole surrenali e tutto ciò che ne consegue come stanchezza cronica, allergie, asma, indebolimento del sistema immunitario e nervoso… Un corretto funzionamento di queste ghiandole fa sì che l’organismo reagisca alle condizioni di stress e, cosa più importante, sono essenziali al mantenimento della vita. Esistono tre stadi di esaurimento surrenale: lo stadio di allarme semplice quando le surrenali stanno lavorando troppo, lo stadio di resistenza o adattivo quando lo stress è a lungo termine e lo stadio esaustivo quando il corpo è in emergenza da lungo tempo.

Cosa possiamo fare? Un sostegno utilissimo è la tecnica delle surrenali stanche che le aiuta a rimettersi in sesto. Con il test muscolare possiamo controllare se il muscolo sartorio (legato alle surrenali) risulti debole e in questo caso è sufficiente contattare la prima coppia di punti dell’agopuntura finché non si sente la sincronizzazione dei battiti e poi si contatta la seconda coppia. A volte questa tecnica può dare davvero un aiuto immediato.

Vogliamo un altro suggerimento? La musica! Non la musica rock ma un tipo di musica capace di emettere le giuste vibrazioni che aiutano il corpo a rilassarsi e a metterlo in uno stato rigenerante. Il suo ritmo si accorderà con il pulsare del cuore e i suoni degli strumenti avranno un effetto benefico su tutto il nostro sistema corporale. È la musica barocca, quella di Bach, Vivaldi, Mozart e…se proprio non ci piace possiamo anche solo appoggiare l’estremità di un cuffietta sul punto vaso concezione 4 che si trova circa a 5 cm. sotto  dell’ombelico. Non è importante infatti che l’ascoltiamo con le orecchie, l’essenziale è che vengano trasmesse le vibrazioni. Questo è un ottimo modo per diminuire lo stress e i benefici su tutto il nostro essere saranno assicurati!

È chiaro che questi suggerimenti sono in grado di fare qualcosa per sostenerci momentaneamente. La miglior soluzione è sempre quella di affidarsi ad un kinesiologo competente che sarà in grado di eseguire la corretta indagine sul nostro corpo. È fondamentale sapere se sono necessarie delle correzioni fisiche, nutrizionali, emotive o energetiche e comunque ricordiamo bene che solo quando ci renderemo conto che la miglior soluzione è cambiare lo stile di vita ed eliminare le fonti dello stress potremo giungere ad una soluzione permanente.

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4 Responses to Siamo un po stressati?

  1. Fabrizio scrive:

    non dimentichiamo poi lo stress causato da certe persone che lavorano nelle strade di passaggio……

  2. Fabrizio scrive:

    Ottimo articolo. Ciao.-

  3. Simone scrive:

    Leggo con interesse questo articolo sullo stress/surrenali ma se ciò dipende anche da una terapia cortisonica in atto da 25 anni è possibile che anche l’ipofisi non lavori più a pieno regime. Che fare in questo caso…?
    Grazie
    Simone

  4. CaccinM scrive:

    Gentile Simone, 25 anni di cortisone hanno degli effetti collaterali che comunque interessano l’intero organismo. Può essere quindi che anche l’ipofisi ne venga coinvolta e le consiglierei quindi di disintossicare il fegato e di prendere degli integratori a supporti e sostegno sia delle surrenali che dell’ipofisi. In Kinesiologia abbiamo a disposizione una serie di tecniche che ci permettono di essere molto precisi e capire cosa serve al suo corpo per ritornare in equilibrio.

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