A cura di: Dr. H.P. Fabrizio Minisini

Da quando la Corte di Cassazione ha emesso una sentenza di condanna per un Naturopata bolognese, colpevole secondo la stessa di aver violato il Codice Penale all’articolo 348 relativo all’abuso di professione (in questo caso medica), si è diffusa in Italia, a mezzo degli organi di stampa, dei media televisivi e delle case produttrici di rimedi omeopatici tra le più note, l’informazione infondata secondo cui la pratica dell’omeopatia è atto medico.

Premesso che la Corte di Cassazione non è un organo con potere legislativo, non esiste in Italia nessuna legge che stabilisca quanto volutamente ed erroneamente diffuso, così da indurre in errore sia il cittadino inconsapevole che tante istituzioni pubbliche e private. In molte scuole di Naturopatia in Italia si insegna agli studenti che loro l’omeopatia e la fitoterapia non la possono praticare perchè è di competenza medica. E non c’è niente di più falso, perchè questa informazione non trova alcun fondamento legislativo. Le sentenze della Cassazione poi sono spesso contraddittorie, soprattutto quando gli addetti ai lavori si avventurano in un terreno a loro assolutamente sconosciuto come quello delle Bio-discipline naturali. Non è la prima volta che la Cassazione decide in tal senso e cioè afferma che il prodotto omeopatico è un medicinale e può essere prescritto soltanto dal medico.

Ciò tuttavia sembra non corrispondere al vero, secondo il più accreditato orientamento scientifico e bibliografico, anche perché il prodotto omeopatico è di libera vendita. La sentenza della Cassazione che ha ritenuto di poter entrare nel merito, forse forzando il dettato dell’art. 606 c.p.p. ma non rispettando la precisa preclusione dettata dall’art. 609 c.p.p., avrebbe dovuto limitare la decisione affermando, così come richiesto dal Procuratore Generale della Corte d’Appello di Bologna con il ricorso, l’avvenuta prescrizione del reato commesso fino al 1998. «In questo caso particolare la Cassazione ha detto “che non è sufficiente che il paziente chieda e desideri un
certo tipo di cure, ma occorre che sia il medico a prescriverle”.

Una decisione che va proprio contro la Costituzione che all’art. 32 da ai cittadini italiani la libertà di scegliere le cure, tenuto presente altresì che “utilizzo da parte dei cittadini dei prodotti naturali e dei prodotti di libera vendita, consente allo Stato Italiano un concreto e consistente risparmio del costo sanitario. Occorre allora più democrazia e maggiore apertura a professioni che in altri paesi dell’Europa sono già riconosciute e collaborano attivamente con i medici allopatici». «Le sentenze della Cassazione concludono un iter processuale, niente di più, non possono costituire precedenti, che possono essere disattesi e/o modificati e comunque, ed in ogni caso, sorreggono la Costituzione per poter affermare la libertà di operare nel rispetto delle norme generali, quali quelle fiscali e deontologiche. È evidente che in assoluta buona fede è stato preso un abbaglio.». (Da una intervista all’Avvocato Giancarlo Rizzieri, patrocinante in Cassazione).

La stessa Corte di Cassazione qualche anno fa aveva sentenziato che una donna che portasse i pantaloni, (parlava di jeans) non può assolutamente venire violentata, e che se questo avviene vuol dire che la donna era consenziente. Personalmente ero rimasto basito alla lettura delle motivazioni della sentenza in oggetto.

Quindi per tornare all’argomento, osserviamo che la scienza ufficiale considera l’omeopatia acqua fresca, e in questo senso si sono espressi esimi luminari come il Prof. Garattini, Umberto Veronesi, la rivista “The Lancet”, e il presentatore televisivo Piero Angela. Orbene, se si tratta di acqua fresca, perchè mai dovrebbe rientrare nelle competenze assolute del medico accademico?

Si sono accorti che funziona, non ne conoscono le modalità, ma funziona. E allora, dicono, “ce la prendiamo noi” con buona pace di chi per decenni è stato tacciato di stregoneria e cialtronismo. È lo stesso Codice Deontologico del Medico che gli vieta espressamente di definirsi “Omeopata”, dicendo tra l’altro che il medico deve valersi esclusivamente di “terapie e trattamenti di provata efficacia scientifica”, escludendo quindi a priori l’omeopatia, che invece utilizza canali frequenziali non identificabili con i mezzi a disposizione della scienza.

Quindi, se proprio c’è uno che NON potrebbe “fare omeopatia” questo è proprio il medico. Il rimedio omeopatico NON può essere considerato farmaco proprio perchè di farmacologico non contiene niente, esplicando la sua funzione riequilibrante a livello energetico e vibrazionale. Sarebbe l’ora di dire le cose come stanno, di far passare una informazione cristallina e leale, sia nei confronti del cittadino che usufruisce del servizi che degli operatori che degli studenti, a cui viene dato un insegnamento infondato.

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