di dr.ssa Silvana Raffaghello

La zeolite è un minerale di origine vulcanica, la cui griglia cristallina ha  una forma di tetraedro che comprende: idrogeno, ossigeno, alluminio e silicio. Il nome deriva dal greco zeo= bollire e lithos=pietra, la zeolite è la pietra che si riscalda senza perdere la sua struttura chimica.

Le zeoliti sono una famiglia di minerali, la prima fu descritta nel 1756 da Cronstedt, mineralogista svedese che coniò  la definizione di “pietra che bolle”, riferendosi all’emissione di vapore quando la pietra è calda.

La Clinoptilolite è il naturale successore della zeolite, formata dalla devitrificazione ( conversione del materiale di vetro in minerale cristallino) di ceneri di laghi vulcanici e marini, milioni di anni fa.

Il reticolo cristallino della clinoptilolite, come le altre zeoliti, è formato da tetraedri di alluminio-silicati uniti da ponti di ossigeno ( Mumpton 1983 ), in quei reticoli cristallini si trovano cationi ( ioni + positivi ) quali calcio, magnesio, sodio, potassio, ferro in combinazione con l’acqua. I cationi possono essere dislocati da altre sostanze esempio metalli pesanti, ammonio ioni ( Semmens 1983 ). Tra le zeoliti, la clinoptilolite ha un’alta capacità di scambio ionico.

La clinoptilolite è resistente agli acidi, passa indenne la barriera gastrica, le soluzioni alcaline, non è idrosolubile, è atossica.

La clinoptilolite ha due funzioni principali:
1. scambio di ioni, essa “ cede” Na+, K+, Ca2+, Mg+ (cationi, ioni positivi, segno +) e capta metalli pesanti, ammonio ioni, radioisotopi ed altri cationi ( come cadmio, cesio, piombo, stronzio…)
2.Adsorbimento di composti a basso peso molecolare ( idrocarburi, ossido d’azoto, anidride solforosa) e le micotossine. Si comporta come un filtro molecolare.

Studi sperimentali scientifici hanno riscontrato che la clinoptilolite

a) non ha affinità per i micro nutrimenti essenziali come  rame, cobalto, zinco manganese (Tomasevic-Canovic et all. 2001);
b)  in altri studi sono stati valutati gli effetti  a lungo termine dell’uso della clinop. sulla concentrazione serica  delle vitamine A,E,D, triptofano, fosforo, i risultati non hanno rilevato modificazioni di concentrazione delle sostanze sopraelencate (Tomasevic-Canovic et all. 1996 – Kyriakis et all. 2002);
c) non ci sono interazioni farmacologiche tra clinop. e tetracicline, cloramfenicolo, antibiotici (Rodriguez Fuentes et all.1997), può essere usata contemporaneamente con metronidazolo e sulfametossazolo (Farias et all. 2002).

Studi sulle attività della clinoptilolite

1.Sistema immunitario
La clinopt. attiva o inibisce grandi porzioni di popolazioni di cellule B e T, dove l’immunità è “ridotta” la clinopt attiva le cellule B e T. Nell’ambito delle malattie autoimmuni, la clinopt o zeolite induce un’apoptosi = morte cellulare dei linfociti T, responsabili della perpetuazione del processo patologico ( Studi effettuati presso Istituto Ruder Boskovic, Zagabria).
Studi sperimentali condotti in Austria nel 1999 dal prof. Rudes, presso l’ospedale di Leoben evidenziarono che la somministrazione di zeolite a pazienti con carcinomi metastatizzanti, ridusse le metastasi del 50% e l’applicazione della polvere di zeolite su necrosi emorragiche, non chirurgicamente trattabili, arrestò l’emorragia  dopo un’ora. I pazienti acquistarono peso e poterono dormire meglio.

2.Diabete mellito
I radicali liberi concorrono alla distruzione delle cellule beta del pancreas. Le ricerche condotte presso l’Istituto R. Boskovic indicano che la zeolite impedisce o rallenta:
- le complicanze del diabete mellito, specie la polineuropatia,
- fa aumentare il valore del TAS ( Stato Antiossidante Totale) espresso dall’attività degli enzimi antiossidanti endogeni.

3.Malattie epatiche
In uno studio su 20 pazienti con epatite virale cronica, la zeolite ha ridotto l’astenia dopo 2 settimane, dopo 1 mese si sono ridotti i valori delle transaminasi e della bilirubina. Nella complicanza cirrotica con ascite si è notato un miglioramento delle condizioni soggettive ed del versamento ascitico.

3.Cute
Sono stati sottoposti a trattamento con zeolite 20 pazienti con
a) lesioni cutanee acute da danni meccanici, abrasioni, punture d’insetti, ferite postoperatorie, herpes simplex e zoster:
b) lesioni cutanee croniche come infezioni, reazioni allergiche, ulcere da decubito…
La zeolite applicata direttamente sulle lesioni acute ha dato guarigione con restitutio ad integrum dopo 5-15 gg. Le ulcere da decubito in zona sacrale-glutea sono guarite in 15-20 gg le superficiali,  4 mesi le più profonde.

4.In Ginecologia
Si sta sperimentando con successo l’uso della zeolite contro il papilloma virus e altre patologie a carattere infettivo in sede vaginale (Svizzera, Austria, Germania, Croazia)

5.Flora Batterica intestinale
Gli studi condotti dal prof.Putz, Institut fur Lebensmittel –und Umweltforschung e V., marzo 2004, hanno evidenziato che la zeolite agisce sulla flora microbica intestinale potenziando sia l’attività del lactobacillus acidophilus e delbifidobacterium bifidum, sia preservando l’integrità strutturale = vitalità.

6.Sport
Il dr Christian Knaptisch, Fisiologia dello Sport, effettuò uno studio randomizzato in doppio cieco con controllo placebo su soggetti che praticavano sport a livello agonistico, i risultati sono stati: una riduzione rilevante dei valori del lattato nei soggetti che assunsero zeolite rispetto al gruppo di controllo, con aumento della performance sportiva nei soggetti trattati.

7.Osteoporosi
La zeolite aumenta la proliferazione e la differenziazione ossea, agendo sugli  osteoblasti, attraverso l’attivazione della proteina TGF beta, fattore di accrescimento.

Applicazioni della zeolite:

- alterazioni della permeabilità intestinale,  che concorrono alla cronicizzazione di patologie come la psoriasi, malattie autoimmuni, alterazioni cutanee (acne, foruncolosi..);
- fase di disintossicazione per accelerare l’eliminazione di tossine;
- intossicazioni da metalli pesanti;
- diarree tossi-infettive;
- infezioni batteriche e fungine;
- ripristino di una equilibrata funzione digestiva, con attenuazione di eruttazioni, pirosi, meteorismo…;
- per gli sportivi, la zeolite riduce l’acidosi lattica, aumenta la resistenza allo sforzo, riduce la durata della fase di recupero;
- prevenzione dei danni dai ROS  ( Reacting Oxygen Species) i radicali liberi che favoriscono invecchiamento, danni cerebrali, cardiaci…grazie alla potente azione antiossidante;
- diminuzione dei periodi di convalescenza o recupero da stress, interventi chirurgici;
- aumento della capacità di concentrazione, grazie alla chelazione degli ioni ammonio;
- alterazioni cutanee quali psoriasi, infezioni fungine, dermatiti , Herpes.

La zeolite non è una panacea di tutti i mali, occorre comprendere la storia personale ed in base all’ascolto dei segnali dell’organismo, ove si rendesse necessaria, la zeolite offre un valido e serio aiuto al processo di riequilibrio organico.

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3 Responses to La Zeolite: questa sconosciuta

  1. isabella scrive:

    Ho visto che uno dei componenti della zeolite clinoptilolite attivata è alluminio, considerato tossico, di conseguenza potrebbe avere una certa tossicita? Gradirei una risposta in merito,inoltre le chiedo dove viene estratta in quale nazione. Grazie

  2. CaccinM scrive:

    Bisognerebbe chiederlo alla dr.ssa Silvana Raffaghello che è l’autrice dell’articolo. La può trovare in PhytoItalia.

  3. omar scrive:

    Domandona!…. la zeolite clinoptilolite in polvere (non attivata) puo essere assunta senza problemi ?…..intendo zeolite pura biologica estratta da una cava in cecoslovachia

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