di Lino Cesarano

E se davvero funzionassero???

Che cos’è il Bagno Derivativo? È una semplice pratica, naturale e gratuita che, oltre a consentire un buon funzionamento dell’organismo, permette di espellere scorie ed eccedenze, responsabili di una lunga serie di patologie.

Un po’ d’acqua fresca e un guanto da bagno: ecco che cosa occorre per effettuare un bagno derivativo.

Come indica il suo nome, fa “derivare”, viaggiare le sostanze, le materie, le molecole di troppo che abbiamo nel nostro corpo, quelle che non sono trasformate in muscoli, sangue e ossa…Il bagno derivativo sembra dunque far ritornare lentamente queste eccedenze inutili là dove erano all’inizio, nell’intestino, al fine di evacuarle.

Può sembrare troppo semplice, troppo facile a dirsi, perchè in questa definizione c’è qualcosa di quasi miracoloso ai nostri occhi. Saremmo tentati di rispondere: chi si vuole prendere in giro! Che prove avete? Si ha un bel dire che è gratuito e senza rischi, poichè si tratta soltanto e unicamente di bagnare il sesso con l’acqua fredda in condizioni precise: sembra impossibile che ciò possa funzionare senza frustrazioni, come quando ci si sottopone a una dieta alimentare, senza dolori, come quando si ricorre alla chirurgia. Gratuito, facile, senza rischi ed efficace, sono cose che non esistono! Una tale definizione, una tale dichiarazione sembra quasi indecente, perchè non implica nessun altro sforzo che bagnarsi regolarmente il sesso con l’acqua fredda per un tempo determinato. A chi volete darla a bere!

È diventato difficilissimo capire che non bisogna “pagare” nulla per ottenere un buon risultato. È quasi scioccante. «Se fosse vero, lo si saprebbe!» In effetti «lo si sa». Ma non tutti lo sanno: è una competenza nascosta. Se ci si ricorda che si tratta di una pratica che risale alle origini della vita animale e umana, a quei tempi, la vita, o piuttosto la sopravvivenza, non poteva essere comprata nè in un ospedale nè in una farmacia. Era evidente dunque che la natura mettesse a disposizione di ciascuno un mezzo semplice per cavarsela.

France Guillain dice: “…E come alcune donne non si decidono ad allattare perchè si sentono in imbarazzo, non sono a proprio agio, hanno l’impressione di ridursi a uno stato troppo animale – cosa che può scioccare il lettore ma che non dovrebbe essere motivo di rimprovero dal momento che siamo persone… – allo stesso modo, sono molti quelli che non sanno immaginarsi nell’atto di bagnarsi il sesso con l’acqua fredda per dieci minuti ali giorno. Questo rifiuto li spinge a negare gli effetti di ciò che non vogliono neppure provare”.

La pratica del bagno derivativo consiste nel rinfrescare con acqua la parte più bassa delle due pieghe dell’inguine su ciascun lato, tanto nell’uomo quanto nella donna. A tale scopo, si prende un pezzo di stoffa di fibra naturale e assorbenti (un guanto da bagno, un piccolo asciugamano di spugna o un spugna naturale) e lo si fa scorrere delicatamente dopo averlo immerso in acqua fresca, con un gesto continuo avanti e indietro fra l’acqua fresca e la zona da rinfrescare, che parte a ciascun lato del pube e scende fino al livello dell’ano. Tutto il resto del corpo dev’essere coperto e rimanere ben al caldo. Il rinfrescamento deve durare almeno dieci minuti consecutivi per una persona adulta e può protrarsi fino a un’ora.

«Funziona» con tutti? Secondo Louis Kuhne, la pratica «funziona» all’incirca con tutti. Le eccezioni sono le persone che non hanno più energia vitale, vale a dire che si trovano nella fase finale di una malattia grave o che hanno subito numerosi interventi chirurgici e impianti di protesi. Al di fuori di questi casi estremi, è molto raro che il bagno derivativo non sia salutare. Comunque è sempre l’organismo che decide gli effetti del bagno derivativo. Bisogna saper distinguere bene fra ciò che desiderate ottenere come effetti del bagno derivativo e ciò che chiameremo le urgenze del vostro corpo. È frequente infatti che i due elementi coincidano, ma non sempre accade.

Quando effettuate i bagni derivativi, organizzate una pulizia interna e favorite un corretto nutrimento dell’organismo. Voi avete un’idea di ciò che vorreste ottenere come risultati, ma il corpo, dal canto suo, sa bene dov’è più disturbato. Per tale ragione, osserviamo innanzitutto i primi indizi che ci dimostrano che la pratica funziona verificando i risultati su qualità del sonno, affaticamento, nervosismo, appetito, digestione (stitichezza), mal di testa, eruzioni cutanee, dolori ecc, mentre forse avete gli occhi puntati sul vostro girovita. Quest’ultimo migliorerà in ogni caso, ma probabilmente non è l’urgenza primaria del vostro organismo.

Nel libro, France Guillain approfondisce anche gli effetti benevoli che il bagno derivativo ha su acne, acufeni, affaticamento, allergie, allergia da pollini, angina, appetito, artrosi e artrite (dolori), asma, capelli (bianchi, radi, caduta, calvizie), cellulite, chemioterapia, denti e gengive, dipendenza (alcol, tabacco, caffè), eczema, emorroidi, herpes, insonnia, memoria, mestruazioni, peso (regolazione), stitichezza….. (www.bloglibri.it/libri/190/il-bagno-derivativo)

France Guillain comunque ha scritto due libri sull’argomento : I bagni derivativi (Edizioni l’Età dell’Acquario, 2004), un best seller che si diffuso tramite passaparola, soprattutto su internet. In esso l’autrice riportava le consegne, non sempre molto chiare, di Louis Kuhne tratte dal suo libro La nuova scienza di guarire, un libro del 1894. Ora, in questo nuovo Il Bagno derivativo – cent’anni dopo Louis Kuhne (L’Età dell’Acquario) molti lettori noteranno alcune differenze nella pratica. Cinque anni di confronti fra le esperienze e di riflessioni portano a questa versione, che non sorprenderà coloro che conoscono l’approccio dei grandi meridiani dell’agopuntura. I vantaggi consistono, in primo luogo, nella diminuzione di ogni rischio di irritazione, poi in un migliore parallelismo fra la pratica per l’uomo e per la donna e infine, forse, nell’ottenimento di migliori risultati. Numerose persone che hanno provato entrambe le pratiche convengono che quella qui descritta è molto più adeguata ed efficace.

Una piccola riflessione prima di chiudere…Sembrerebbe che quella di utilizzare i meridiani dell’agopuntura sia una strada maestra, sia che si tratti di acqua, come in questo caso, sia che vengano utilizzate altre tecniche come la NEI o l’EFT che sfruttano parole e tapping….Direi che tutto questo è molto Olistico…

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One Response to La semplicità dei bagni derivativi

  1. lella scrive:

    Ho 45 anni e peso 50 Kg. pratico i bagni derivativi da circa due mesi, lascio scivolare dell’acqua fredda sull’inguine veso l’interno (grandi labra), con un piccolo contenitore. Ho iniziato con 10 min. al gg. ora 10 min per 3 volte al gg e ho riscontrato i seguenti benefici: regressione psoriasi (+ uso di olio di lavanda); geloni ai piedi di lieve entità rispetto a prima, ridotti e meno infiamati; miglioramento iper secrezione nasale cronica(che ho dal 2002), netto miglioramento della respirazione notturna; regolarità evaquazione, pelle luminosa e idratata, herpes labiale di breve durata e di dimensioni ridotte rispetto a come si manifestava precedentemente (+ uso di olio di melaleuca). Miglioramento stato generale, umore, sonno, stanchezza. Sono entusiasta a dir poco…. soddisfata e gioiosa… a costo zero o quasi…. Un caro saluto

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