La MTC (Medicina Tradizionale Cinese) comprende un sistema diagnostico e terapeutico proveniente da un’antichissima tradizione. In essa ritroviamo elementi di confucianesimo, buddismo e taoismo.

La MTC si articola in molte discipline che si differenziano dalla medicina occidentale per il modo in cui l’universo fisico viene intimamente correlato alle energie che lo sottendono e lo mantengono in vita. Ciò porta ad un particolare sviluppo delle varie branchie mediche tra cui citiamo: anatomia e fisiologia, etiopatogenesi, semeiologia, diagnostica, clinica e terapia.

Nella MTC queste discipline trovano il loro fondamento in principi stabiliti ancora in periodo precristiano, il loro sviluppo è poi seguito grazie al lavoro di molti autori.
Le tecniche utilizzate sono molte, anche se nel mondo occidentale solo due di esse sono comunemente conosciute: l’Agopuntura e lo Shiatsu. Tra le tecniche poco conosciute troviamo l’auriculoterapia, l’agopressura, la moxibustione, la dietologia, la fitoterapia, la kinesiologia ed una larga gamma di medicamenti propri.

Per chi appartiene alla cultura occidentale la MTC risulta difficile da comprendere (salvo forse nel metodo dell’agopuntura), perché manca tutto il suo contesto socioculturale.

Si tratta di una medicina globale, dialettica, basata sull’osservazione dalla relazione che intercorre tra uomo e natura. Huangdi, nel suo trattato “Qi Bo”, espone le leggi che regolano il cosmo e le due energie primarie Yin e Yang. Tratta inoltre dei 5 elementi (movimenti) e delle loro applicazioni nel campo della fisiologia, della patologia, e soprattutto in quello della diagnosi, del trattamento e della prevenzione delle malattie. Si tratta, in effetti, di un manuale che illustra come sia possibile ricercare lo stato di buone salute e dell’equilibrio psicofisico.
Questa ricerca, portata avanti con l’osservazione attenta dell’ambiente circostante e delle influenze che esso esercita sullo stato di salute, ha portato alla scoperta di medicamenti, alimenti, erbe, rituali e tecniche mediche adatte al mantenimento degli equilibri energetici, siano essi fisici o psicofisici.

Mentre la medicina convenzionale mira a individuare la malattia come entità distinta, come se fosse un “nemico” che si è insediato nel paziente, per la MTC è invece essenziale considerare l’uomo come un tutt’uno con l’ambiente che lo circonda e le intime relazioni tra il suo corpo, la mente e le emozioni.
Questa concezione, che oggi viene detta “olistica”, considera tutte le parti, anche quelle secondarie, come facenti parte ed in intima relazione col tutto. In questa visione, anche un problema limitato in una zona ben precisa del corpo, va considerato come la manifestazione di qualcosa che turba l’uomo “intero”, ovvero le sue componenti psicofisiche e le sue relazioni con le persone, l’ambiente ed il clima che lo circonda.

Nella diagnosi della MTC occupa un posto predominante la valutazione di come l’Energia vitale, detta Ki (si pronuncia “ci”) dai cinesi e prana dagli Indù, che circola nel nostro organismo utilizzando dei particolari percorsi definiti “meridiani”. Ogni problema che ci affligge, sia esso di natura emotiva, fisica o mentale, viene perciò considerato come una carenza o un eccesso di energia in qualche area del nostro organismo, dovuta ad una cattiva distribuzione della medesima.
Disse a tal proposito il dr. Bach: La malattia è la conseguenza di una disarmonia interiore, di una separazione da Dio che altera la vibrazione originaria e crea uno squilibrio nel campo energetico della creatura stessa. La disarmonia crea squilibrio, lo squilibrio crea alterazione nel campo energetico, tale alterazione si manifesta successivamente nel corpo fisico sotto forma di malattia.

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