di Luca Corradini – specializzando in Kinesiologia

Oggi focalizziamo l’attenzione sulla parte fisico strutturale.

Viviamo in una società che tende ad atrofizzare ogni senso primario. Le nostre sensazioni primitive sono “offuscate” e neutralizzate da strumenti artificiali che alterano la percezione reale dei sensi. Il canale sensoriale viene così inibito e, a volte, addirittura negato. Questo ci priva di una fondamentale chiave di lettura del mondo fisico nel quale siamo inseriti.

Comunemente si pensa che chi ci ha preceduto fosse  poco evoluto rispetto a noi moderni cittadini del mondo. Questo è sicuramente in parte vero per quel che riguarda  la tecnologia, ma così non è  per ciò che riguarda l’uso che si faceva un tempo di “mezzi” per noi  atrofizzati a causa dell’inutilizzo del tramite che ne era espressione…. il nostro corpo!

Mi riferisco a alle percezioni corporee che solo chi ha sperimentato può capire, trattandosi di sensazioni e non di pensieri.

Nelle relazioni comuni fra le persone, si comunica evitando a priori qualsiasi tipo di contatto fisico: la comunicazione si svolge prettamente sul piano formale e intellettuale e il contatto fisico nella maggior parte dei casi viene percepito come un oltraggio ed evitato.

La fisicità è un mezzo di comunicazione più profondo e reale di quello intellettuale,  dà la possibilità di percepire l’essenza di chi ci sta di fronte.

Basti dire che nelle tecniche che usano anche l’energia per bilanciare come ad esempio la  Kinesiologia si effettuano  test  che interrogano il corpo tramite resistenze muscolari, ed il corpo stesso dà indicazioni precise sull’origine dello sbilanciamento, indicando anche come risolverlo; il tutto senza che la consapevolezza entri in gioco.

E’ indispensabile chiarire che per noi kinesiologi sia la parte fisica che  la parte spirituale dell’uomo fanno parte di un’unica realtà.

Voglio fare alcune considerazioni che potrebbero apparentemente esulare dall’argomento in questione:

L’essere che in me percepisco, da che cosa è composto? Corpo, mente, emozioni e sentimenti, personalità? Qual è l’essenza, il centro cosciente che governa le varie parti?

È chiaro che la parte più vera di noi è quella “sentita”. Lo svelarsi  del nostro sentire è frutto della sensibilizzazione data dalle esperienze che abbiamo intimamente vissuto, tramite quello che la vita ci ha proposto. Il nostro vero sé rimane comunque separato dalla nostra maschera sociale e dai beni che possediamo.

Molto frequentemente quello che siamo realmente è talmente sepolto e influenzato da tutti i condizionamenti sociali, culturali, ambientali, familiari, genetici, esperienziali, che non lo percepiamo più; così cerchiamo di compensare possedendo ed apparendo, cercando negli altri il consenso, cadendo velocemente nell’insoddisfazione e ricercando nuovamente e nuovamente, senza mai fine… non possiamo trovare all’esterno ciò che sta all’interno!

Così diventa assurdo pensare che dei sentimenti di amore così profondi che ci fanno  sconfinare in stati d’animo assoluti, che ci portano a  vibrare in modo così puro da essere percepiti come strazianti per il cuore,  possano essere prodotti da un corpo che cessando di esistere cede il posto alla putrefazione!

La nostra parte buia ed illusoria solo nel mondo della materia può concretamente manifestarsi, ed è per questo che ha tanta paura di morire. Ma è solo in questa realtà che ha la possibilità di dissolversi.

Immaginiamo di essere un’ entità senza materia, senza corpo, solo pensiero. Tutta la nostra realtà rimarrebbe nell’ambito dell’idea: contro cosa e contro chi cozzerebbero i nostri limiti  senza il tramite corpo?  Come potrebbe  il destino  far presa mediante gli eventi che il nostro modo di essere determina e  rendere inequivocabile una situazione? Tutto rimarrebbe teorico, senza possibilità di riscontro. Capite l’importanza del corpo?

In kinesiologia sappiamo che se il nostro corpo funziona perfettamente significa che la nostra consapevolezza è in grado di gestire tutte le nostre funzioni e necessità.

In caso contrario tramite l’osservazione del corpo ed i test muscolari possiamo sapere ad esempio se siamo disidratati, o se in noi è in atto una disorganizzazione neurologica, se non siamo “centrati” a livello posturale, se subiamo ancora gli effetti di un vecchio trauma, – e se i nostri occhi in base alla posizione che assumono lo possano richiamare -, se un alimento ci provoca intolleranza, se le nostre vertebre sono “fissate o sub lussate”, se un’emozione ha come “bersaglio” un organo specifico. Così potrei elencare tantissime altre possibilità di chiavi di lettura relative ai disagi strutturali del nostro corpo.

Possiamo dire che tutto quello che accade è conseguenza della  legge di causa ed effetto; in uguale misura ogni disarmonia che appartiene al nostro essere, qualunque sia la sua natura, si manifesterà in modo inequivocabile sul nostro corpo: la legge di causa ed effetto agisce sia nell’ambiente esterno, tramite  i disegni del ”destino” che influenzano lo svolgersi degli eventi della  nostra vita, sia all’interno di noi tramite il nostro corpo. Il fine in entrambi i casi è quello di renderci consapevoli dei nostri limiti e di vivere in comunione ed in armonia con tutto ciò che percepiamo e sentiamo.

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