di Maurizio Pelos (tratto da BioGuida n.2 Autunno 2003)

… nel feng shui c’è qualcosa di magico, qualcosa di divino e che non si può imparare dai libri… (“Un indovino mi disse” – Tiziano Terzani)

Feng Shui non è una parola magica ma il nome di un’antica tecnica cinese di progettare ambienti armoniosi in perfetta sintonia con la natura, in cui vivere e lavorare in salute e che porta benessere, felicità e successo a chi la segue. Letteralmente in cinese Feng signica “vento” e Shui “acqua”. Il vento e l’acqua sono due delle più importanti forme di energia presenti sulla terra. Sono quelle che maggiormente hanno contribuito a modellarne l’aspetto, creando montagne e colline, scavando valli e levigando le pianure. Una leggera brezza rinfresca l’aria, trasporta il polline dei fiori, asciuga i panni messi a stendere. Un vento forte, la bora, un tornado, sradica gli alberi, scoperchia le case. La pioggia bagna i boschi, le piante; un fiume irriga, consente di trasportare, navigare; un bicchiere d’acqua disseta. Un nubifragio innonda, sommerge; una mareggiata, un maremoto sgretolano le coste, ditruggono quello che vi é cresciuto sopra. Il vento e l’acqua … elementi positivi generatori di vita, ma anche elementi negativi portatori di distruzione.

Feng Shui vuol dunque dire “le forze della natura” e l’esperto di Feng Shui è colui che, conoscendo gli elementi fondamentali di cui il mondo è fatto, sa giudicare l’influenza di uno sull’altro e di come queste forze siano generatrici di un flusso di energia vitale che gli antichi cinesi denominavano “Ch’i”.

Il Feng Shui basa la sua teoria sull’idea che tutto ciò che compone un ambiente (persone, oggetti, atmosfera) è abitato da questa energia vitale chiamata Ch’i. Se questa energia viene bloccata, comincia un processo di declino che investe i più svariati aspetti della vita, mentre, al contrario, il successo e il benessere possono essere raggiunti rafforzando l’energia Ch’i. Orientamento, forme, materiali concorrono a “catturare” e a “incanalare” il Ch’i. Ma, alle origini del Feng Shui, arte che ha almeno tremila anni, c’è il culto dei defunti.

Per tutti i popoli antichi, e i cinesi tra questi, dal benessere dei morti e quindi dal loro umore dipendevano le sorti dei viventi. Per questo, particolare cura veniva posta nella realizzazione di tombe e cimiteri, verificando attentamente il loro orientamento, la posizione, luminosità e forma, in modo che l’energia potesse circolare liberamente e nutrire i defunti. Solo in seguito l’arte di abitare bene passò dal mondo dei morti a quello dei vivi. Se il Feng Shui era ritenuto valido per le tombe, a maggior ragione doveva esserlo anche per le case. Tutto dovrebbe essere scelto con cura: la forma della casa, la sua collocazione, l’orientamento delle stanze e perfino l’arredamento.

Gli antichi conoscevano quasi istintivamente questa arte e non c’era tempio, citta’, reggia in Oriente, che non venisse eretto nel rispetto dell’armonia e dell’equilibrio tra cielo e terra. L’intervento umano, però ha modificato questo equilibrio, orientando in maniera errata ponti, strade e costruendo edifici troppo alti. Lo scopo del Feng Shui è di creare nuovamente l’equilibrio in questo sistema sistemando ad arte fossati, alberi, piante, specchi e altri oggetti, oppure con giochi di colori e piccole modifiche.

La lettura di un manuale di Feng Shui potrà sembrare estremamente ermetica a noi occidentali ma per i cinesi, attenti osservatori della natura, tutto viene trasformato in simbolo da decodificare. Cime, valli e fiumi sono impersonati da una serie di animali, come draghi, tigri, cani, tartarughe e uccelli. Invece le energie positive o negative del luogo vengono identificate con spiriti e demoni.

Il drago rappresenta l’energia maschile, la tigre quella femminile, ugualmente potenti ma di polarità opposta. Entriamo così nella “teoria” dello YIN e YANG, due elementi opposti ma complementari fra loro. I Cinesi avevano notato il puntuale ripresentarsi dei cicli e di alcune opposizioni, quali il giorno e la notte, le stagioni calde e le stagioni fredde, il maschile e il femminile.

YIN e YANG sono l’espressione di un equilibrio ritmico. Possiamo dire che tutto quanto ha una certa forza ed un movimento ascendente è YANG, ciò che possiede minor forza e movimento discendente è YIN. L’atto della respirazione ne è un esempio: il movimento di inspirazione (YANG) ed il movimento di espirazione (YIN) provocano una vibrazione che è alla base dell’energia della vita stessa. La polarità magnetica, polo positivo (YANG) e polo negativo (YIN), provocano una vibrazione che consente a tutte le cose di rimanere unite, dalla più piccola cellula al più mastodontico masso.

Nel Feng Shui inoltre grande attenzione viene posta alla disposizione dei “cinque elementi”. Come Yin e Yang e Ch’i, i “cinque elementi” non sono sostanze fisiche ma poteri o essenze che descrivono tutte le cose e i loro attributi. Gli antichi Cinesi pensavano che l’universo fosse regolato dall’energia di cinque elementi visibili quotidianamente intorno a noi, ossia: il Legno, il Fuoco, la Terra, il Metallo e l’Acqua. Questi vennero contraddistinti con il termine cinese xing, “elementi”, il cui significato corretto è “stato di mutazione”. Veniva in questo modo eseguita un’analisi più dettagliata e e più viva del ciclo di YIN e YANG: di espansione e di contrazione.

I cinque stadi di questo modello sono: la crescita verso l’alto, chiamata energia del Legno o Albero; lo stadio della piena fioritura e dell’energia più attiva, pulsante, chiamata energia del Fuoco; lo stadio di transizione, in cui l’energia viene raccolta, verso il basso, stabilizzata, chiamata energia della Terra; lo stadio di condensazione, verso l’interno, della materializzazione e del rafforzamento, chiamata energia del Metallo; lo stadio dell’energia fluente, scorrevole, in cui ogni forma svanisce e ogni crescita si dissolve, chiamata energia dell’Acqua.

Da questi flussi di energia, nella tradizione orientale, tutto ha origine. I “cinque elementi” sono collegati tra loro: bisogna rispettare l’ordine di produzione reciproca (ciclo Cheng). Così il legno produce il fuoco, il fuoco produce la terra (ceneri), la terra produce il metallo (minerali), il metallo produce l’acqua (si liquefa), e l’acqua nutre il legno (linfa). Questo ordine è sempre benefico, perché generatore.

Esiste, per contro, un ordine distruttore (ciclo Ko): il legno toglie nutrimento alla terra, la terra intorbidisce l’acqua, l’acqua spegne il fuoco, il fuoco fa fondere il metallo, e il metallo spacca la legna. A ognuna di queste cinque energie vengono associate caratteristiche e vibrazioni che fanno parte della nostra vita quotidiana: direzioni, forme, colori, odori, sapori, le stagioni, i cibi, numeri, ma anche sensi, organi …

Questo sistema è anche adottano nella medicina cinese tradizionale sia per la terapia di base che per l’agopuntura ed anche in Kinesiologia. Il sistema delle corrispondenze è vasto, e permette di regolare quantitativamente tutte le mutazioni materiali.

Ma la casa non è solo un luogo fisico, un vuoto contenitore che noi “riempiamo”: è anche uno spazio simbolico che comunica con il nostro inconscio. La sua struttura rivela la struttura stessa della psiche di chi lo abita. Ecco che il Feng Shui prende in considerazione anche questo aspetto e divide l’esistenza dell’individuo in nove aree importanti e le mette in relazione con quelle specifiche della casa.

Questo sistema di orientamento spaziale che corrisponde alle situazioni della vita, interessa la “carriera”, il “matrimonio”, i “figli”, gli “antenati”, la “conoscenza interiore”, le “amicizie”, la “fortuna”, la “fama” e la “salute”. Intervenendo con opportuni trattamenti in una di queste aree specifiche, individuate internamente alla nostra casa, potremmo riconquistare il benessere psicofisico, superare una crisi (sentimentale o lavorativa), ritrovare energia.

Buona parte degli interventi che il Feng Shui ci suggerisce potranno sembrare semplici regole di buon senso, e per certi aspetti è così; ma, a pensarci bene è molto di più. Quindi, mettere ordine e buttare il superfluo che abbiamo accumulato in qualche angolo della nostra casa, vuol dire fare ordine e pulizia nel corrispondente aspetto e situazione della nostra vita.

Il più delle volte mettiamo in pratica il Feng Shui senza nemmeno accorgercene: usando la nostra sensibilità o la nostra intuizione saremo in grado di creare delle case felici. Importante sarà capire l’essenziale per la nostra casa, avere la percezione migliore, trovare il posto giusto, il colore, il mobile che ci vuole… Lo scopo non sarà di mettere in mostra quanto si possiede, ma di stare bene a casa propria.

Tuttavia ci sono casi in cui una conoscenza più approfondita dell’affascinante arte del Feng Shui ci può davvero aiutare, soprattutto in quei momenti in cui tutto sembra andare bene… tranne che in un’area particolare, lavoro o vita privata, nella quale ci troviamo in una situazione di stallo.

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